venerdì 15 dicembre 2017

pc 15 dicembre - info - per il dibattito - HURRIYA: "NO, IL 16 DICEMBRE NON SAREMO IN PIAZZA"

Pubblichiamo questo comunicato di Hurriya di cui condividiamo dei passaggi critici - fermo restando che rispetto a questa manifestazione, in una fase in cui non vi sono grosse mobilitazioni in corso contro il piano Minniti di pesante attacco ai migranti, occorreva e occorre separare la partecipazione che pensiamo significativa dei migranti dalle realtà organizzatrici del 16 dicembre. 

No, il 16 dicembre non saremo in piazza.



Il 16 dicembre è stata convocata una manifestazione a Roma per i “diritti dei migranti”. La proposta di una riunione nazionale era stata lanciata ufficialmente a fine settembre dal CISPM (Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo), e cioè nei fatti dal sindacato USB , ed era stata seguita da assemblee a Roma basate su un appello intitolato “Le leggi repressive sono un ostacolo per un’accoglienza dignitosa, un inserimento socio-lavorativo e per la giustizia sociale in generale”.
Senza voler entrare troppo nel merito della piattaforma, che contiene alcuni punti storicamente espressi dalle lotte delle persone immigrate, non possiamo non notare l’ambiguità nel rivendicare ad esempio “un’accoglienza dignitosa”, senza mettere in discussione l’intero sistema di controllo e selezione delle persone che va dagli hotspot, ai centri di prima e seconda accoglienza, ai campi di lavoro per finire con i centri di deportazione. Come si fa a conciliare la libertà di movimento e residenza con un sistema che decide se, dove e per quanto tempo le persone saranno “accolte”, senza che queste ultime abbiano la minima voce? Come conciliare la richiesta di documenti di soggiorno per tuttx con un meccanismo che segrega le persone proprio per permettere la loro selezione tra regolari e irregolari? Perché le persone dovrebbero continuare a essere differenziate tra chi, autoctonx, vive nelle case, e chi, immigratx, deve essere costretto e gestito in centri, campi, tendopoli? Anche il punto “Contro i lager” ci sembra davvero scarno e poco chiaro, si intendono forse solo quelli in Libia o, come espresso in tante lotte dalle stesse persone immigrate, gli hotspot, i CPR, i centri di accoglienza, i campi di lavoro di stato?
E questa chiusura come dovrebbe avvenire, aspettando una decisione governativa o appoggiando le lotte reali, le uniche che sono davvero riuscite a distruggere dall’interno i vari tipi di lager di stato?
A prescindere dalla piattaforma, ci sono altri aspetti di questa mobilitazione che consideriamo inaccettabili. Al corteo hanno aderito vari gruppi e organizzazioni (il centro sociale Je so pazz di Napoli, il PRC, il PCI, la piattaforma Eurostop – dove è presente la stessa USB – e altri) che poco più di un mese fa hanno dato vita a un percorso per la costruzione di una lista elettorale alle prossime elezioni politiche previste nel 2018. L’adesione di questa cordata intende la manifestazione di sabato come parte di una due giorni che vedrà, nella successiva giornata di domenica, l’assemblea nazionale per costruire la lista elettorale.
La manifestazione arriva inoltre al termine di un anno che ha visto l’organizzazione che ha lanciato questo percorso, l’USB, cercare di conquistarsi un’egemonia intervenendo nei luoghi dove dure lotte sono in corso da anni, dalle campagne ai centri di accoglienza. Un intervento che non riconosceva nemmeno l’esistenza dei precedenti percorsi autorganizzati e delle chiare rivendicazioni delle persone immigrate, di una coscienza delle proprie condizioni di vita e della determinazione a cambiare queste condizioni attraverso le lotte. L’USB ha agito come se, prima del suo intervento di “sindacalizzazione”, ci fosse un deserto, concetto chiaramente espresso da queste loro parole: “È stata un’estate diversa, perché per la prima volta i lavoratori, gli operai agricoli che comunemente chiamiamo braccianti, c’è stata una presa di coscienza collettiva, che già esisteva sul piano individuale per alcuni. Questo è merito di un’attività sindacale che ha consentito quest’anno ai braccianti, attraverso un lavoro di informazione e sensibilizzazione, di avere coscienza dei propri diritti.”
Per l’Usb dunque prima del suo intervento salvifico, le campagne così come i centri di accoglienza erano una tabula rasa, senza lotte, autorganizzazione, coscienza, piattaforme di rivendicazione politica. Viene cancellata una lunga storia di mobilitazioni, scioperi, lotte autorganizzate.
Mettendo come al solito davanti a tutto i propri interessi di bottega sindacali e mostrando così la reale consistenza degli appelli all’unità delle lotte, l’USB infatti non aveva ritenuto di partecipare nel recente passato alle numerose mobilitazioni locali e nazionali autorganizzate dalle persone immigrate, da quelle nazionali del 12 novembre 2016 e 24 aprile 2017, alla giornata di mobilitazioni diffuse del 6 febbraio 2017, e nemmeno ai tanti altri cortei tenutisi, dal foggiano alla Piana di Gioia Tauro, nel corso di quest’anno.
Eppure il tempo della lotta, la necessità di confluire in tanti e tante e in quali giornate farlo, è stato spesso dichiarato apertamente dai soggetti attivi in determinati territori. Appelli che sono caduti, per molti e molte, nel vuoto. Sulle modalità di azione dell’USB, e sulle contraddizioni tra le loro prese di posizione pubbliche e quanto realmente fatto, ci siamo già espressi qui, e lo raccontano gli stessi abitanti della tendopoli di San Ferdinando.
Purtroppo concentrarsi su un solo episodio non descrive la complessità delle manovre becere del suddetto sindacato, il quale, in combutta con le istituzioni, ha creato un doppio livello in diversi contesti, nel clima di repressione feroce, nel quale agitarsi: da una parte il tesseramento come garanzia di poter accedere a servizi base che le stesse istituzioni devono garantire (es: lo sportello dentro il comune di San Ferdinando dove si concede la carta d’identità, gestito da USB), dall’altra l’altisonanza di comunicati combattivi, capaci, nonostante la fuffa contenuta, di raggruppare alcune realtà sociali confuse.
Ora, un corteo organizzato con queste premesse, che si inserisce in un contesto di campagna elettorale da parte di vari gruppi partecipanti, è quanto di più lontano, a nostro vedere, da un reale sostegno alle persone in lotta che sanno autorganizzarsi quotidianamente in questo paese, e diventa strumentale ad altri fini.
La natura gerarchica, egemonica e di potere di questa manifestazione, apre sicuramente delle riflessioni su quanto potrebbe avvenire nella prossima “stagione” di mobilitazioni: se è in questo modo che il movimento scandisce i propri tempi d’intervento, “il consentito” per chi è determinatx a portare avanti le proprie lotte continuerà a restringersi fino a scomparire, e la repressione frontale si potrà concentrare esclusivamente su chi si autorganizza rifiutando le mediazioni. Il carattere “pacifico” della giornata, sottolineato in un articolo dalla redazione di Contropiano in risposta agli allarmi questurini, ci fa pensare al “controllo popolare” del servizio d’ordine del corteo che lascia poca immaginazione alla conflittualità oltre gli slogan.
Noi preferiamo invece contribuire a continuare e rafforzare le lotte autonome, ecco perché non ci saremo.

pc 15 dicembre - Ancora sulla sentenza ETERNIT - un commento

UNA DECISIONE A DIR POCO INDECENTE
E’ sempre doloroso, per chi ha seguito l’andamento dell’intero primo grado del procedimento – per disastro ambientale doloso, conclusosi con una vergognosa sentenza di assoluzione per prescrizione del reato – a carico del magnate svizzero Stephan Schmidheiny e della sua azienda Eternit, tornare a parlarne.
Dalla memoria riaffiorano le centinaia di storie ascoltate nell’aula bunker al primo piano sotterraneo del Palazzo di Giustizia di Torino, intitolato al giudice Bruno Caccia, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983, tra il 9 dicembre 2009 ed il 13 febbraio 2012, giorno in cui il giudice Giuseppe Casalbore – che sarebbe mancato di lì a pochi mesi – pronunciò la condanna in primo grado dell’imputato per aver consapevolmente ed intenzionalmente proceduto all’avvelenamento dell’ambiente circostante gli stabilimenti Eternit.
Molte sono testimonianze "alla sbarra" delle vittime, e delle famiglie di chi purtroppo ha perso la vita in nome del profitto altrui; tante altre le si è ascoltate, nei corridoi durante le pause del dibattimento,

pc 15 dicembre - OGGI ALLA DALMINE (BG) IL PROF. DI MARCO DELLA "FEDERICO II" DI NAPOLI TIENE UNA "LEZIONE" AGLI OPERAI


DEFINIZIONE DI “PROLETARIO”
La legge generale dell’accumulazione capitalistica

LA GIORNATA LAVORATIVA E LA LOTTA PER LA GIORNATA LAVORATIVA NORMALE

NECESSITÀ DELLA COLLABORAZIONE TRA LAVORATORI OCCUPATI E LAVORATORI DISOCCUPATI
La legge generale dell’accumulazione capitalistica

CHE SIGNIFICA, NEL CAPITALISMO, “LAVORATORE PRODUTTIVO”?
Plusvalore assoluto e relativo

pc 15 dicembre - BAGNOLI LO DIMOSTRA: CHIUSA LA FABBRICA, CANCELLATI GLI OPERAI, AUMENTANO SPORCHI PROFITTI E INQUINAMENTO

Senza la lotta di massa, senza il ruolo centrale della classe operaia (all'Italsider di Bagnoli buttati prima tutti fuori e la fabbrica chiusa) non si fa alcuna bonifica!

A Taranto la bonifica si fa se ci sono gli operai in campo e in fabbrica. Ogni discorso: chiudiamo l'Ilva e poi gli operai lavorano nelle bonifiche, sono chiacchiere e illusioni. 

In questo sistema capitalista ogni intervento ambientale è inevitabilmente "inquinato" dalla legge del profitto, dalle speculazioni affaristiche e, come a Napoli e può esserlo anche a Taranto, dalle lobby criminali, che mangiano all'ombra e con la copertura di questo Stato e di questi governi. "Renzi si era vantato di aver "restituito ai napoletani" il tratto dell'arenile nord di Bagnoli... Peccato ci sia il divieto di balneazione...".

Nonostante questa "truffa legale" nessuno va in galera, nè i presidenti e ministri dei precedenti governi, nè Renzi, nè gli amministratori locali precedenti, nè il De Magistris che in poco tempo è passato dalla protesta al governo alla collaborazione e dichiara tranquillamente di fronte a questo immane disastro. "stiamo tutti rispettando il cronoprogramma in uno spirito di leale collaborazione istituzionale...".

Chi a Taranto parla di ambientalizzazione, economia "pulita" senza aggiungere che occorre rovesciare questo sistema borghese o è ingenuo o ignora (ed allora, è bene che si informi)o mente alla popolazione di Taranto sapendo di mentire. E non solo non è un compagno di strada della lotta di classe, ma ne è un ostacolo, molto fastidioso.

Bagnoli, serve la bonifica della bonifica. “I veleni nel suolo sono aumentati” - Ora serviranno altri 272 milioni!


Invitalia rilancia l’allarme: la bonifica di Bagnoli è da rifare e 600 milioni di euro sono andati in fumo durante 25 anni trascorsi tra polemiche, inchieste e rinfacci di responsabilità. Come hanno anticipato ieri il Mattino e il Corriere del Mezzogiorno, Invitalia, la società del ministero dell’Economia investita durante il governo Renzi del ruolo di "soggetto attuatore" del programma di bonifica e rilancio dell'ex area industriale, ha pubblicato i dati delle anlisi del sottosuolo... bisognerà procedere alla bionifica anche per l'area a terra, quella già sottoposta a precedenti interventi - che così come sono stati realizzati hanno "compromesso la futura fruibilità dei luoghi"

pc 15 dicembre - GIU' LE MANI DA LUCHA Y SIESTA! Massima solidarietà da MFPR

La casa delle donne autogestita Lucha y Siesta di Roma è in pericolo. Lucha si trova all'interno di uno stabile di proprietà dell'ATAC, l'azienda del trasporto pubblico romano, che dal 2008 è stato occupato e valorizzato. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto visite alla casa e informazioni dal Municipio circa l'intenzione di Atac di vendere lo stabile a brevissimo e di inserirlo - come tutto ciò che è di sua proprietà - nel concordato preventivo che dovrebbe evitare il commissariamento e il fallimento. La disastrosa situazione dell'azienda municipalizzata in questione è al centro di cronache giudiziarie da tempo e qui a Roma il patrimonio ATAC in disuso è molto consistente, anche i lavoratori sono al centro di lotte per evitare licenziamenti e tagli degli stipendi.

In questi dieci anni non è stato possibile portare a termine alcun dialogo con la proprietà visti continui avvicendamenti nel CDA della società e a causa della mancanza di volontà politica da parte del

pc 15 dicembre - Ragazzi migranti in rivolta a Roma - contro di loro massiccio intervento della polizia..


Migranti, tensione a Roma in centro accoglienza per minori: tre 16enni contro gli agenti, intervengono 11 volanti

Migranti, tensione a Roma in centro accoglienza per minori: tre 16enni contro gli agenti, intervengono 11 volanti

I tre ragazzi di origine egiziana hanno tentato la fuga dalla struttura gestita dalla onlus Virtus Italia. 

“Dovete tornare nelle case famiglia cui siete stati assegnati. Ognuno nella sua”. Sono stati minuti di fuoco quelli trascorsi questa mattina presso il centro di primissima accoglienza di Villa Spada, a Roma, nei pressi della stazione ferroviaria di Fidene, a nord della città. Tre ragazzini di 16 anni, di

pc 15 dicembre - IL GOVERNO ITALIANO E' ECCOME COMPLICE DELLE TORTURE CONTRO I MIGRANTI

Non solo Minniti, e il suo Ministero, rivendica il ruolo dell'Italia in quello che succede in Libia e ribadisce che la linea del governo non cambia, ma si prepara un rafforzamento dell'azione, questa sì "terrorista", contro i migranti: pattugliamento più attrezzato lungo tutta la costa, più forze militari contro i migranti. IL GOVERNO E MINNITI SONO DEGLI ASSASSINI!

da Il Manifesto - 
Orrore libico, per Tripoli e Minniti va tutto bene

«Il rapporto di Amnesty International è molto esagerato» così il ministro degli Esteri libico Mohamed Taher Siala, ieri a Mosca, ha liquidato la denuncia dell’Ong che martedì aveva accusato: «I governi europei, e in particolare l’Italia, sono complici delle torture e degli abusi sui migranti detenuti dalle autorità libiche». Amnesty ha anche spiegato che, in base alle testimonianze raccolte, l’Ue e, soprattutto, il nostro paese stanno sostenendo un sofisticato sistema di sfruttamento dei migranti da parte della Guardia costiera libica, delle autorità addette ai detenuti e dei trafficanti...

Secondo il ministro basta solo organizzarsi meglio: «Ci sono molti criminali e trafficanti, ma è il risultato del vuoto di sicurezza che c’è in Libia. La lotta all’immigrazione clandestina deve iniziare dal confine meridionale: serve una rete di controllo elettronica e la cooperazione dei paesi africani. A sud abbiamo un confine lungo 4mila chilometri mentre la costa è lunga 2mila, per pattugliare le frontiere servirebbe l’esercito cinese». Siala aggiorna anche la conta dei reclusi nei centri controllati da Tripoli: in 42 campi ci sarebbero 31mila persone. L’Onu a novembre aveva denunciato il patto tra Ue e Libia come «disumano»: «La sofferenza dei detenuti nei campi è un insulto alla coscienza dell’umanità» aveva dichiarato l’Alto commissario per i diritti umani. A Tripoli però sono sereni: «Noi garantiamo cibo e assistenza sanitaria... Per quanto riguarda le voci di sfruttamento di esseri umani, dell’uso della schiavitù, c’è una commissione al lavoro: è contro la nostra religione, se emergeranno dei responsabili saranno puniti secondo le nostre leggi»....
Siala ha poi rivelato l’intenzione di Tripoli di chiedere all’Onu un’attenuazione delle sanzioni utilizzando proprio il ruolo di custodi dei confini: «Il governo di accordo nazionale libico mira ad ottenere eccezioni alle sanzioni militari in corso. Non per avviare una qualche guerra civile, ma per incrementare le capacità dei corpi di contrasto alla migrazione illegale e al terrorismo. I trafficanti sono meglio equipaggiati della nostra Guardia costiera. Abbiamo l’aiuto di Regno Unito, Germania e Italia ma abbiamo bisogno di incrementarne le capacità».

...il ministro Marco Minniti. Ieri, dopo le accuse di Amnesty, ha fatto una prima timida concessione: «Forse sarò troppo convinto di me stesso, ma penso di aver messo in campo una visione delle questioni che riguardano l’emergenza migranti. Può essere sbagliata, può essere criticata ma, se non piace, deve essercene un’altra contrapposta e non un approccio mordi e fuggi, perché non risolverebbe il problema»... Il viceministro agli Affari esteri, Mario Giro, ha spiegato: «Accettiamo la denuncia, ma il nostro impegno e la nostra strategia in Libia non cambiano. Abbiamo mandato le Ong a totale garanzia»...

pc 15 dicembre - L'intervento imperialista in Libia al servizio degli affari delle multinazionali - ENI in testa

Africa: l’Italia in testa alle classifiche degli investimenti

L’Italia è il primo Paese europeo per valore degli investimenti diretti esteri (Ide/Fdi) realizzati nel 2016 in Africa, con un totale di 20 progetti per complessivi quattro miliardi di dollari. È uno dei dati più significativi contenuti nell’ultimo rapporto della società internazionale di servizi di revisione e organizzazione contabile Ernst&Young (EY) sull’attrattività delle economie africane, da cui emerge che a livello mondiale per valore degli investimenti l’Italia è dietro solo a Cina (36,1 miliardi di dollari in Ide nel 2016), Emirati Arabi Uniti (11 miliardi) e Marocco (4,8 miliardi). Complessivamente, secondo l’elaborazione di EY su dati fDi Markets (l’unità di analisi economica del Financial Times), gli investimenti italiani in Africa hanno rappresentato nel 2016 il 4,3% del totale degli Ide nel continente.
Una conferma di un cambiamento in corso
Il rapporto diffuso a maggio ha avuto una certo eco a livello nazionale solo quest’estate grazie al

pc 15 dicembre - Contro i fascisti, contro il moderno fascismo, contro lo stato borghese a Milano il 12 dicembre come ovunque l'appello di proletari comunisti/PCm Italia

I fascisti vecchi come nuovi sono sempre un prodotto della crisi del capitale e dell'imperialismo senza
il rovesciamento del capitale e dell'imperialismo non ci potremo mai liberare dei fascisti.
Così come lo Stato del capitale non esiterà mai a usare la violenza di Stato e la manovalanza fascista per impedire che il movimento operaio e popolare possa mettere in discussione il suo potere politico economico. E' quindi è sempre più necessario - mentre ricordiamo la orribile strage - che si avanzi nella costruzione degli strumenti per riprendere la strada della lotta politica e sociale fino al fine ultimo del rovesciamento dello stato di cose esistente : Il Partito – il Fronte Unito- la forza combattente.

UNIAMOCI NELL'ANTIFASCISMO MILITANTE!

UNIAMOCI NEL FRONTE UNITO CONTRO VECCHIO E

MODERNO FASCISMO E LO STATO DI POLIZIA, LA 

REPRESSIONE E IL RAZZISMO

LA STRAGE DI STATO CE LO HA INSEGNATO: 

LO STATO BORGHESE SI ABBATTE E NON SI CAMBIA!

pc 15 dicembre - Torino, Giunta grillina Appendino solo sgomberi!

A quando un autocritica pubblica di quella parte del movimento e dei compagni, che l'Appendino la 
hanno votata?

Appendino sgombera: dopo il Fenix tocca all’Asilo di via Alessandria

Archiviata la pratica Fenix a Palazzo di Città si starebbe già pensando al prossimo sgombero. In cima alla black list c’è l’Asilo occupato di via Alessandria 12.
L’edificio, otto locali su due piani, che in un’altra vita ospitava la scuola materna Principe di Napoli,

pc 15 dicembre - ILVA TARANTO - CGIL e FIOM Redavid-Landini corrono in soccorso di padron Mittal e Governo

Operai e masse popolari uniti possono portare a casa risultati veri e non chiacchiere, in fabbrica come sul territoriosolo con la lotta autonoma

slai cobas per il sindacato di classe - TARANTO

Gli stati generali della Cgil e la venuta di Landini e della nuova segretaria nazionale della Fiom a Taranto sono stati l'ennesimo sostegno a padroni e al governo sull'Ilva, da parte di un sindacato che si ritiene critico verso di essi, ma che in realtà non lo è.
Qual'è infatti il messaggio fondamentale che dicono?: Ora è il tempo della trattativa, le intenzioni di padron Mittal e governo, attualmente rappresentato più da Calenda sulle grandi questioni che da Gentiloni, sono buone e si possono torcere a favore dei lavoratori e della città. Il nemico, l'ostacolo a tutto questo sarebbe il ricorso di Melucci e l'agitarsi confuso del presidente della Regione, Emiliano.

Noi la pensiamo esattamente l'opposto della Fiom – inutile dire che consideriamo già dall'altra parte da tempo e da sempre la Fim-Cisl e la Uilm, che hanno fatto in più della Fiom l'orribile sceneggiata

pc 15 dicembre - Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio: Da Eternit a ILVA TARANTO nessuna vera giustizia nei tribunali borghesi

Eternit Bis: la Cassazione rigetta il ricorso. Confermato anche il "declassamento" del reato

La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro lo spacchettamento dei processi per la morte di 258 persone a causa dell'amianto Eternit. I processi rimangono quindi incardinati a Torino, Vercelli, Napoli e Reggio Emilia. Confermato anche il "declassamento" dell' accusa da omicidio doloso in omicidio colposo

CASALE MONFERRATO - La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi della Procura

pc 15 dicembre - Rifiuti tossici da Roma a Taranto! La denuncia dello Slai cobas per il sindacato di classe

Sabato 16 ore 18  piazza Della Vittoria i lavoratori della ex Pasquinelli AMIU raccolta differenziata fanno appello alla mobilitazione

Come una bomba arriva la notizia. Peraltro in un servizio del TG1 su Roma capitale mal gestita dalla Giunta grillina di Raggi come dalle giunte precedenti, e che si trova sull'orlo di una grave crisi di rifiuti, con immagini di cumuli di rifiuti a pochi metri dal Colosseo (e figuriamoci quello che c'è nelle periferie...); nel corso di questo servizio, uno degli intervistati responsabile della questione, lancia la “bomba”: i rifiuti saranno mandati a Taranto, per ora senza altre indicazioni.

E' l'ennesima riproposizione di Taranto come discarica dei rifiuti, dall'antica “nave dei veleni” all'Italcave, ecc.; rifiuti spesso tossici che alimentano anche la disastrosa situazione ambientale.
Il vicesindaco Rocco De Franchi “cade dal pero” e se la cava con una dichiarazione patetica e assolutamente inadeguata alla gravità dell'annuncio del TG1. In perfetto stile burocratese dice: Con riferimento al servizio del Tg1 edizione delle 20 di ieri nel quale si evidenziava che una parte dei rifiuti solidi urbani biostabilizzati di Roma viene smaltito presso le discariche di Taranto ho già sentito l’agenzia regionale dei rifiuti e la Regione Puglia affinché si trovino soluzioni immediate e alternative pur nella consapevolezza che si tratta di rifiuti speciali i cui flussi non sono disciplinati dalla autorità regionale. A breve comunicheremo il riscontro del livello regionale”.
Una dichiarazione con cui di fatto De Franchi e la sua amministrazione si deresponsabilizzano, rimandando alla Regione.

No, così non va. La Giunta deve dire un chiaro NO, per infinite ragioni facilmente elencabili, a questa decisione del governo. Un'emergenza rifiuti che si aggiungerebbe a tutte le altre emergenze!
A Taranto già esiste un problema “rifiuti” che tuttora è male affrontato dal Comune e dall'Amiu, di cui è parte anche il sostanziale abbandono attuale della raccolta differenziata e del piano di estensione della raccolta differenziata in tutta la città.
I lavoratori dello Slai cobas impegnati in questo saranno nei prossimi giorni sicuramente in prima fila nel sostenere questa battaglia. 

giovedì 14 dicembre 2017

pc 14 dicembre - Bagnoli, la bonifica riparte da zero: “Fatti interventi per 400 milioni, ma le concentrazioni di inquinanti sono salite”

Bagnoli, la bonifica riparte da zero: “Fatti interventi per 400 milioni, ma le concentrazioni di inquinanti sono salite”
Invitalia ha sancito che l'area ex industriale è ancora contaminata. Anche nelle parti già oggetto di attività di recupero. Lo stanziamento aggiuntivo previsto dal governo Renzi, 272 milioni di euro, non basterà. I pm di Napoli hanno chiesto condanne per truffa, disastro ambientale e smaltimento illecito di rifiuti a carico di ex dirigenti di Bagnolifutura e di un ex dg del ministero dell'Ambiente

pc 14 dicembre - La TV in tempi di moderno fascismo e farsa elettorale

Grandioso duello tra il fascista Berlusconiano Sallusti e l'ignorantone Scanzi

Sallusti a Scanzi: i 5 stelle“Hanno un programma marxista-leninista nascosto”.

Scanzi a Sallusti “Non sapevo che Crimi fosse il nuovo Bakunin”

pc 14 dicembre - Berlusconi protegge killer e stupratori! Non lo diciamo noi... lo dice il suo compare fascio razzista Salvini

Salvini replica a B.: “Nessun tavolo con chi protegge killer e stupratori

Nè la feccia del porco seriale Berlusconi nè il fascista-razzista Salvini si devono permettere di strumentalizzare le donne nella loro sporca campagna elettorale!

MFPR



pc 14 dicembre - Eternit - la Cassazione dà ragione alla difesa del superpadrone assassino - l'unica giustizia è quella proletaria!

pc 14 dicembre - La ministra, servetta di Renzi, Boschi ha sempre mentito! Spazzare via questa feccia!




Maria Elena Boschi si è occupata eccome dei problemi di Banca Etruria. Contrariamente a quanto affermò in Parlamento il 18 dicembre 2015. Giuseppe Vegas, ex parlamentare di Forza Italia oggi presidente (uscente) della Consob da un paio d’anni in rotta di collisione con il renzismo, gioca nella sua deposizione sui coni d’ombra temporali e lo dice senza mezzi termini: su Banca Etruria “ho avuto modo di parlare della questione con l’allora ministro Boschi”, che espresse “un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare 

pc 14 dicembre - Donne antifasciste a Perugia

CASA POUND NOT WELCOME

Apprendiamo con rabbia e indignazione la notizia che ai fascisti di CasaPound è stato dato il permesso di sfilare per le strade della nostra città. Una città in cui è possibile essere denunciat* per un bacio omosessuale in piazza, ritenuto dalle forze dell’ordine “disgustoso” proprio perché avvenuto in uno spazio pubblico alla presenza di “minorenni e famiglie” e che invece non ha alcun problema ad autorizzare una manifestazione dai chiari contenuti sessisti, omofobi e razzisti.
Come movimento Non Una di Meno, che raccoglie donne, lesbiche, trans e frocie, pretendiamo che a CasaPound non sia data alcuna possibilità di manifestare, né qui né altrove.
Aborriamo la retorica della supposta difesa delle donne, dove per donne s’intende chiaramente le

pc 14 dicembre - Taranto e la sua grande base navale al centro dell'azione dell'imperialismo italiano nel Mediterraneo

Guerra e questione migranti indissolubilmente legati
da circolo proletari comunisti - Taranto

Alla Base navale di Taranto avviene simbolicamente il passaggio di consegne del comando dell'operazione “Sofia”; il contrammiraglio della Marina italiana, Maffeis, assumerà il comando della missione europea, a parole contro i trafficanti di esseri umani, nei fatti per ricacciare i migranti nei campi lager della Libia, dove vengono affamati, torturati, stuprati, derubati e schiavizzati.
A questo si aggiunge l'addestramento della Guardia costiera libica e il sostegno ai “signori della guerra” che si disputano in questo momento la Libia per conto delle potenze imperialiste, dei regimi reazionari dell'area, delle grandi multinazionali, Eni in testa, che sfruttano la Libia.

Quindi, Taranto viene ad essere ancora una volta il simbolo e crocevia di questa infame politica antimmigrati e neocoloniale; Taranto viene ad essere il centro del lavoro sporco - vedi l'hotspot e la gestione di esso. Mentre sul territorio i migranti sono distribuiti e polverizzati in decine di